Le celebrazioni del 25 aprile 2001 a Carloforte
(intitolazione banchina portuale a Fortuna Novella)


Picchetto d'onore


Targhe

CERIMONIALE
Speaker Signora Mariangela Aste

Siamo qui riuniti per intitolare alcune strutture portuali finora prive di nome.
Il molo centrale che da oggi si chiamerà Molo Agostino Tagliafico in onore di colui che guidò e condusse a San Pietro i primi coloni provenienti da Tabarka; il molo che segue a San Pietro, patrono dell'Isola.
Questa bellissima banchina sarà intitolata invece alla figura della nostra concittadina Fortuna Novella, che noi oggi vogliamo onorare per essersi resa protagonista di un fulgido esempio di bontà, di amor patrio e di carità cristiana.
Fortuna Novella nasce a Carloforte nel 1880. La famiglia è originaria di Santa Margherita Ligure.
Sposa nel 1902 Antonio Riudavetz , confettiere di Mahon - Minorca - Spagna.
Si trasferisce definitivamente a Mahon nel 1909 col marito, i genitori ed il fratello Antonio.

 

Settembre 1943

L'Europa è nel turbine della seconda guerra mondiale: dal 1940 vi partecipa anche l'Italia.
L'otto settembre 1943 viene diffusa la notizia dell'armistizio: le squadre navali italiane, comandate dall'ammiraglio Carlo Bergamini salpano in fretta da Genova e La Spezia per sfuggire ai tedeschi.
Tra queste la corazzata "Roma", ammiraglia della flotta, puntano verso La Maddalena.
La mattina del 9 settembre, quando la base sarda è vicina, arriva l'ordine di invertire la rotta perché l'isola è in mano tedesca.
E' troppo tardi: alle ore 15.49, al largo dell'Asinara la "Roma" viene colpita da bombe tedesche lanciate da aerei decollati presso Marsiglia.
Affonda rapidamente trascinando con sé 1253 marinai. Tra loro lo stesso ammiraglio Bergamini. Sul mare in calma relitti e molti naufraghi.
Il comando viene assunto dall'Ammiraglio Oliva che porta il grosso della flotta a Malta. Quattro unità navali si fermano a recuperare 200 superstiti, molti dei quali feriti e 25 cadaveri. Le navi puntano quindi verso Port Mahon, capoluogo di Minorca, nella neutrale Spagna, dove risiede da diverso tempo la carlofortina Fortuna Novella.
Lei, unica italiana sull'isola, appena venuta a conoscenza che equipaggi di navi italiane si trovano in difficoltà corre al porto in aiuto dei connazionali.
Cura i feriti, procura da mangiare, trova le medicine, tiene i contatti con le famiglie in Italia, depone i fiori per i 25 marinai defunti.
Interviene presso le autorità locali perché gli equipaggi possano restare a bordo delle navi internate e muoversi liberamente. In breve per i marinai giovanissimi la signora Novella diventa "Mamma Fortuna" o "Mamma Mahon".
Uno di loro avrà a dire "A scuola mi hanno insegnato che la Fortuna è una donna cieca o bendata che ha la facoltà di dare il bene o il male. A Mahon ho scoperto che Fortuna è una donna dagli occhi buonissimi che parlano prima della bocca".
Il 15 gennaio 1945, dopo 16 mesi di sosta a Mahon, i nostri marinai possono ripartire alla volta dell'Italia. Salutano la loro benefattrice che piangendo, li abbraccia uno per uno. Ed essi piangono con lei.

Negli anni a seguire la storia di Mamma Mahon si diffonde in tutta Italia. Le famiglie dei marinai beneficiari del suo atto di bontà vogliono conoscerla.
Il 20 settembre 1952 à ospite della Marina Militare Italiana che le rende omaggio.
Il Santo Padre Pio XII la riceve in udienza privata.

Nel 1953 il Presidente della Repubblica Einaudi le conferisce l'alta onorificenza: "La Stella della solidarietà italiana di Prima classe".

Infine torna a Carloforte dove migliaia di persone l'attendono per ringraziarla per aver onorato l'Italia e la sua Carloforte.

Morirà a Mahon nel 1969.

La lapide della sua tomba porta la seguente incisione: "Che il suo spirito possa essere sempre conservato ai nostri giovani".

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