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Storie e Leggende di Carloforte

La "promessa" della notte di San Giovanni Battista
(notte tra il 23 e 24 giugno)

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Valida più che giuramento,
solenne più che una chiesa ufficiale.
Il giovane, che per mesi ha interrogato con lo sguardo
gli occhi della sua donna
e v'ha frugato dentro a raccogliervi la certezza dell'affetto corrisposto,
si avvicina alla ragazza che gli si fa incontro
tenendo tra le dita aperte delle due mani,
i grani di un rosario.
Carolina, isola di tristezza in un mare di gioia,
osserva la scena che si svolge contemporaneamente
tra le varie coppie disperse all'intorno
e tra le altre, di uomini e di donne,
che si giurano amicizia perenne
al fuoco di San Giovanni <facendosi> compari o comari.

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Ma il suo occhio velato è più frequentemente sulla coppia centrale,
  fumigata dalla penombra, dove si consuma l'attesa di tanto tempo.....
- Mi aspettavi! - dice lui.
- Ti aspettavo! - risponde lei.
- Sei qui! - giubila lui.
- Sono qui! - lo rassicura lei.
- Perchè l'hai portato? - chiede lui, prendendo il rosario.
- Ho letto nei tuoi occhi il desiderio...- risponde lei.
- E tu?...Lo desideri tu? - chiede lui, fissandola.
- Anch'io...- risponde lei, abbassando gli occhi.
- Ecco l'erba... - dice lui, porgendogliene uno stelo. - Che il suo profumo
  si spanda per il nostro cammino e fughi l'occhio del maligno...
- Così sia - risponde lei, serrando nella destra l'erba di San Giovanni.
poi, con la mano libera, cinge col rosario la sinistra che il giovane le porge,
come una catena che avvince ed imprigiona le due mani.
- Che questa catena ci tenga uniti per la vita - dice lei.
- Così sia - risponde lui.
Ora il giovane, con la destra, sbriciola una spiga e gliela porge sulla propria palma.
- Eccoti il grano - le dice.
la fanciulla allarga leggermente la scollatura della camicetta
attraverso la quale egli lascia scivolare lentamente i chicchi liberati dalla pula.
- La prosperità e la pace regnino nella nostra casa - le dice.
- E così sia - gli risponde.
Quindi, silenziosa e devota come a un dolce olocausto,
la ragazza porge al promesso la fronte su cui calano castamente le labbra di lui.
Dopo il bacio, guardandosi intensamente negli occhi, a una voce,
mentre le sinistre unitesi completano il groppo delle mani,
i due giovani dànno il suggello finale alla loro promessa, il giuramento:
- A chi di noi alla promessa mancherà il braccio destro seccherà!
Esclamazioni di gioia, grida di esultanza si levano quasi simultaneamente dai vari punti della radura,
mentre i falò alzano di nuovo le loro lingue di fuoco verso l'alto,
quasi ad esprimere visivamente l'ardore racchiuso in tanti cuori.

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Carolina è in disparte, dietro e fuori dell'ansietà e della curiosità degli astanti.
All'improvviso la sua mano è furtivamente legata da un rosario con uno stelo della sacra erba;
qualche chicco le scivola per la scollatura; una voce le sussurra: Per la vita!

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Il suo volto è una fiamma che fortunatamente è nascosta dal colore della notte.
Il suo petto viene scosso da un battere forsennato,
quasi frullo d'uccello che voglia spezzare la gabbia che lo imprigiona,
le sue gambe gemono paura e felicità. - Per la vita! - si sente ripetere.
- Per la vita... - si trova a rispondere.
Raffaele, ardito e tremante, è presso l'uscio che l'aspetta.
(<Verrò dietro l'orto>, le aveva sussurrato prima di scomparire
<quando tutti dormiranno. Dobbiamo completare la promessa>...).
Ed ella è là mentre tutti dormono. S'è <lasciata strascinare>
da un fascino arcano chiuso in quello sguardo che per mesi
l'aveva inseguita e frugata ed al quale, senza sapere, ella aveva risposto.
Nonostante, ella lo sa, sia uno sguardo proibito.....
Tra le mani stringe lo stelo e il rosario con il quale
imprigiona la sinistra di lui alla sua, malida e tremante.
Oh, il fervore di quel contatto vivo, il fuoco che sprigiona da quella mano forte,
la vita che percorre le vie del suo corpo sfibrato!
- La formula del rito - le suggerisce in un soffio Raffaele.
- che questa catena...ci tenga uniti...per la vita... - sillaba Carolina
col filo di voce che riesce a passare tra le sbarre intrecciate della paura.
....Sopra ogni ostacolo e ogni avversità...Ed oltre... - completa Raffaele, al di là del convenzionale.
ora il pugno di lui le sfiora il collo e attraverso la scollatura le dita si aprono
per lasciare scivolare in seno qualche chicco di grano.
- Per la pace e per la fecondità, contro i pericoli e la malvagità - le dice.
- Così sia - gli risponde.
Quindi, senza chiedere il permesso tacito del rituale, due labbra avide,
ma contenute dalla sacralità dell'ora, calano sugli occhi di lei, nel bacio che sanziona la validità del patto.
Le mani strette in nodo frenetico, gli occhi si specchiano per la prima volta
senza fughe e si dicono ciò che le labbra nell'ansia non possono.
E la notte profumata dagli affetti e dagli odori è testimone del giuramento:
< A chi di noi alla promessa mancherà il braccio destro seccherà! >  più sospirata che detta.....!

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